Quanti di voi hanno avuto l’invidiabile fortuna di avere un solido rapporto con un nonno o nonna? Da sempre figure importantissime per i nipoti e soprattutto fonte di preziose risorse.

Chi non ha avuto quel nonno dall’apparenza burbero ma dal cuore immensamente profondo e ricco di amore?

Quel nonno che non si vedeva l’ora di abbracciare quando si tornava da scuola e che dopo aver fatto merenda e i compiti per il giorno dopo si seguiva ovunque andasse per aiutarlo in tutti i suoi lavori in giardino o nel bosco.

Quel nonno, instancabile lavoratore appassionato della natura e degli animali che la vivono.

Quel nonno che dopo una lunga giornata nel campo si riposava sotto ad una pianta con in testa il cappello di paglia, e prendeva in braccio il suo nipotino per raccontargli chicche di saggezza o episodi passati.

Quel nonno, assieme al quale speravi il tempo non passasse più. Perché stare seduto sulle sue ginocchia, trasmetteva emozioni e passioni.

Sono Stefano, il compagno di Daniela, ho 29 anni e da quando sono piccolo ho sempre assecondato le passioni che mio nonno Gino mi trasmetteva catturandone l’importanza.

Sono uno di quei ragazzi che ha avuto la fortuna di aver avuto come esempio quel famoso nonno, lavoratore instancabile.

Con lui trascorrevo giornate intere tra il taglio del fieno, al coltivare l’orto, dal fare la legna nel bosco alla vendemmia. Tra le tante attività quella che più mi è entrata nell’anima è l’#apicoltura.

La mia curiosità mi ha spinto fino al punto di voler sapere tutto riguardo a questo magico mondo.

Dopo 50 anni di attività, superati gli 85, il nonno ha deciso di lasciare l’attività in quanto un acaro (il principale nemico dell’ape chiamato Varroa), ha colpito i suoi alveari e non se l’è più sentita di proseguire.

Io chiaramente non ho avuto dubbi, volevo a tutti i costi mettere in pratica tutto quello che mi aveva insegnato.

Così, all’eta di 17 anni ho aperto il cofanetto contenente i suoi insegnamenti e lucidato quel tesoro che negli anni avevo accuratamente conservato.

 

Oggi il nonno ha 97 anni e ogni volta che gli parlo o racconto l’andamento e il lavoro delle mie api, sorride, chiude gli occhi e rivive tutti i bellissimi momenti trascorsi in compagnia di questi curiosi animaletti.

L’emozione che si accende nel mio cuore vedendo i suoi occhi nostalgici ma allo stesso tempo colmi di gioia, mi ha portato a dare un nome significativo alla mia attività: L’APICOLTURA DEL NONNO.

 

A lui devo un GRAZIE sincero perché oltre ad avermi trasmesso una passione, mi ha insegnato l’importanza delle api, il cui ruolo è fondamentale per la salvaguardia della biodiversità nel nostro pianeta.

 

Esprimendo in poche parole quanto appena raccontato mi piace pensare che all’interno del mio miele non sono presenti solamente gli aromi dei fiori, ma anche il sapore della passione, il profumo della dedizione, il gusto della nostra storia e la voglia di creare un prodotto al 100% naturale.

Wanderlust B&B

di Daniela Pedrazza

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